"Bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante"
ed io
"Devo necessariamente credere che qualcosa di straordinario esiste"
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Nome: Francesca Barra
Giornalista professionista. Attualmente conduco Omnibus estate su la7. Ho condotto "Cani, Gatti & Co" in onda su alice, sky tv. Partecipato a Cominciamo Bene Prima, con Pino Strabioli, rai3.Ho scritto due libri. "La ragazza che amava i tulipani, la pioggia e...me, è in libreria da giugno." Sono stata conduttrice di documentari di viaggio e del reality sul Sacro graal : "La regola" .
Condotto con Dario Vergassola la trasmissione "sempre meglio che restare a casa" su la7. Con Maurizio Biscardi la trasmissione Areagol e testimonial nel 2005 del digitale terrestre di la7.
Autrice di commedie teatrali, di documentari gastronomici, scrittrice e redattrice per vari mensili.
"Sogno di scrivere il remake del film Jules e Jim (mio film preferito)...e di portare il country in Italia!
La cucina per me è il luogo dove conoscere e farsi conoscere. Adoro usare la mia fantasia nei piatti che preparo. Cantando, naturalmente. Sempre!!
ITACA di Costantinos Kavafis
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
utente anonimo in da oggi in libreria ...
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C'era una volta una bimba che inventava tante storie. Che sognava di diventare come Jo di Piccole Donne ed avere una mansarda dove rinchiudersi a scrivere e ad inventare personaggi che avrebbero amato, sofferto dunque e ancora amato. Quella bimba è diventata adulta e l'amore, la sofferenza ed ancora l'amore, l'ha provato sulla sua pelle, come se avessero preso forma le sue storie e la profezia di molti suoi racconti si fosse avverata. Quella donna sono io. Ed oggi sono due anni che sono mamma. Sto rubando minuti in redazione, dopo aver condotto Omnibus e mi dispiace non aver svegliato il mio bimbo per prima e avergli sussurrato: grazie di esistere. Lui mi avrebbe guardata e avrebbe sorriso, chiudendo gli occhi a luna, come faccio io. Diventano piccoli come spicchi, ma è il sorriso più vero perchè non controllato. Poi mi avrebbe detto: "mamma, sotto! "E preteso di scendere dal lettino. Scappando dietro il cagnolino, con la sua copertina "di Linus" che si trascina dietro da quando aveva pochi giorni. E io l'avrei guardato, con il cuore gonfio di orgoglio e di fierezza, perchè pure se Gibran dice che "i tuoi figli non sono tuoi", quell'angelo è proprio mio. Respira, mi prende per mano, mi cerca. Mi dice "ti llamo mamma chicca." E sfido qualsiasi creatura al mondo a dire che esista concetto meglio espresso d'amore o dichiarazione più emozionante. Io sono mamma chicca. Non sono più solo una bimba che sognava di diventare scrittrice, non sono più donna, femmina, giornalista, compagna. E quella piccola Jo March non l'aveva previsto tutto questo. Non osava nemmeno lontanamente augurarsi un giorno come questo...






...E visto che la sveglia per lavoro, alle 4 del mattino, inizia a farsi sentire sul mio fisico, ho pensato di partire per il week e riposarmi sul Gran Sasso. Trekking, piscina, chiacchierate sul prato...Pensare che non ho mai amato particolarmente la montagna, sentendomi a mio agio solo al mare. Sono sempre pronta a ricredermi!
Odio le attese. Tutto e subito, con istinto. Diciamo che non sono da "sabato del villaggio", ma proprio da domenica. L'attimo in cui si vive, non quello che si sogna. Penso a questo oggi, senza un apparente perchè... Non riesco a programmare viaggi con largo anticipo, non preparo le valigie giorni prima come mia madre mi consiglia da anni, non sono mai riuscita ad attendere la telefonata fatidica, ma l'ho sempre anticipata. Non dico: forse, vedremo, chissà.
Ma questi sono solo pensieri, mentre ascolto una canzone che vi consiglio: "The Long & Winding Road" The Beatles interpretata da Giorgia e Morgan
"Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno."







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te busco di celia cruz

Cani, Gatti & Co!La trasferta con tutta la troupe di alice- canale 416 di sky! 2 operatori, assistente, truccatrice e la mia autrice preferita a Viterbo. con un 
freddo "cane" che mi ha fatto completamente perdere la voce...




io e Satin :)
29!le fasi...









Sabato 15 settembre in onda dalle 08.00 - 10.00 una mia intervista durante la trasmissione LA LUNA E I FALO' su Nuova Spazio Radio (FM 88.150 MHz)
ascoltabile anche tramite internet, dal sito www.nuovaspazioradio.it
Ieri è un anno che sono diventata mamma.
Ieri è un anno che è cambiata Francesca. E' diventata diversa fisicamente, ha vissuto drammi e gioie immense. Tali da indurla, indurmi, a prendere atto che talvolta ci si deve modellare in base a nuove esperienze. Ho 28 anni e ho presentato da poco il mio primo libro. Ho realizzato un sogno. I sogni non sono illusioni, talvolta. Ho qui il mio piccolo grande miracolo e questo non può che rendermi una persona felice. Grazie "Re". Figlio mio, che mi hai insegnato cosa voglia dire amare ed essere pronti a dare la vita. Mi hai insegnato che anche un tronco piegato è in grado di sorreggere i suoi rami. C'è una forza inimmaginabile dentro ognuno di noi. Tu sei la mia.
Oggi che non sono più io. Oggi che disegno una nuova avventura e parto con te.
Figlio mio, non so che madre sarò in grado di essere. Credo che saprò usare fantasia e creatività. Credo che inventerò per te storie di cavalieri e regine, che ti canterò dolci canzoni, che ballerò con te.
So che mi commuoverò prima di te guardando i cartonianimati. So che ti saprò osservare, oltre che guardare. Che se scoprirai il mio "tallone di achille", potrai avere tutto da me. So che ti proteggerò e talvolta non sarò imparizale nel giudicare chi sarà al tuo fianco.
So che ti trasmetterò la voglia di partecipare, di aderire alla felicità, di provarci. So che appoggerò ogni tuo slancio, stimolandoti. So che la nostra casa sarà piena di amici, come ieri, per vederti crescere. So che quindi non sarai mai solo.
So che non potrò mai amare nessuno come amo te.
Figlio mio, questa donna, per sempre, è per te...
foto: www.studioreportage.it
Per tutti quelli che dicono che non parlo mai di me ;)
Romanzi, tv, blog, cinema: Francesca Barra racconta il suo mondo Giornalista e conduttrice televisiva di documentari e programmi su Sky e La 7, Francesca Barra, classe 1978, ha lo sguardo curioso e due occhi verdi acquamarina. Ama le sfide, il canto e la scrittura. Sogna di realizzare il remake di ”Jules e Jim” (il suo film preferito) e di portare il country in Italia. Come autrice e sceneggiatrice teatrale ha collaborato alla stesura di guide di viaggi e di libri per bambini. Ha studiato Scienze della Comunicazione, si è laureata e durante gli anni universitari ha trovato anche il tempo di scrivere ”La ragazza che amava i tulipani, la pioggia e me”. Quel racconto è diventato un romanzo che è uscito da poco per ”Il Filo”.
Francesca Barra come nasce questo libro e perché ha aspettato un po’ di tempo prima di pubblicarlo?
Francesca Barra: ”L’ho scritto nel primo anno di Università, e l’ho messo in un cassetto. Un anno fa, dopo un periodo difficile, ho ringraziato la vita e ci ho creduto nuovamente. Così l’ho ripreso e l’ho rivisto. E ho aggiunto alcune parti che riguardano soprattutto la mia terra”
Che tipo di storia racconta questo libro?
F.B.: ”E’ la storia di 2 fidanzati, Luca e Chiara, che si ritrovano dopo tanti anni, alla vigilia delle nozze di lei. Chiara è una ragazza di provincia, viene dal sud, Luca è un ragazzo ambizioso e pieno di amici che vive nel ”quartiere più bello” di Roma. Non è stato facile unire due mondi, due vite tanto diverse. Insieme hanno vissuto la storia delle storie, poi si sono lasciati. Dopo anni, si sono incontrati di nuovo. Chiara si deve sposare ma non riesce a dirglielo. E da qui nasceranno i dubbi più grandi. La cosa originale del libro, oltre ai dialoghi, è nella contrapposizione tra frasi pronunciate ed altre solo pensate dai due protagonisti”
Pensare come un uomo non deve essere stato facile…
F.B.: ”E’ stato difficile entrare nella mentalità maschile. Tradurre il pensiero di un uomo è una cosa che non auguro a nessuno”
”Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Le parole di Venditti possono funzionare bene da colonna sonora del romanzo?
F.B.: ”Amici mai” di Venditti ma anche Vasco Rossi, Raf, Elisa, Ligabue, Battisti, Guccini, Tiziano Ferro, 883, Negramaro, Carmen Consoli, Zero Assoluto. Ogni capitolo inizia con una canzone. Ad accompagnare la storia ci sono brani di film, versi di poesie, strofe di canzoni immortali che favoriscono i ricordi e i flash-back”
C’è una frase nel suo libro: Il passato è l’incubo di chi è geloso o l’orgoglio del primo amore? Il primo amore è qualcosa di cui non ci libereremo mai. Tanto vale provare a riconquistarlo. E’ così?
F.B.: ”Il sogno di tutti noi è avere una seconda possibilità con il primo amore. Quale che sia il corso dell’esistenza di ognuno il primo amore lo ricordi sempre con un sentimento speciale. Con rabbia, dolcezza, simpatia, rimpianto. Aggiungo, chi non ha mai sognato di avere un riscatto con il suo primo amore?”
Quali sono gli scrittori con i quali è cresciuta?
F.B.: ”Gli scrittori sudamericani e Emily Dickinson, la poetessa dell’avrei voluto ma non ho potuto. In questo romanzo ad ispirarmi è stato il linguaggio cinematografico. Asciutto, breve, senza fronzoli. Perfetto per restituire sentimenti e sensazioni, immagini e simboli della vicenda sentimentale di Luca e Chiara”
”La ragazza che amava i tulipani, la pioggia e me” è un romanzo generazionale che racconta gli anni Novanta. Un telefilm, una trasmissione televisiva e una città simbolo dell’ultimo decennio del Novecento?
F.B.: ”Beverly Hills, Non è la Rai, la Palermo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”
Chiara sembra la sua proiezione letteraria. Anche lei proviene dalla Basilicata e arriva a Roma per studiare. Che ricordo ha della sua terra, e qual è stato il primo impatto con Roma?
F.B.: "Mi ricordo Policoro, il cinema che non c’era e i fiori color del sole sui balconi, l’attesa per ”nottalba”, il giorno di San Lorenzo, e le telefonate a una piccola radio, Radioone che trasmetteva solo canzoni italiane. Quando arrivai in città l’impatto fu terribile. Mi ricordo quando mi chiesero una cartina e io pensando che si trattasse della cartina geografica gli ho risposto: "Sta in macchina”. Ci tengo, comunque,a precisare che non è un romanzo autobiografico "
E poi?
F.B.: ”Dopo l’Università ho fatto stage, ho lavorato all’Ansa e a Donna moderna, e in vari uffici stampa"
Dopo essere stata addetta stampa in Parlamento, arriva la tv con Missione Nausicaa e la sua vita cambia…
F.B.: ”Ho iniziato facendo documentari turistici e gastronomici per i canali Sky, Alice e Marcopolo. La cucina, poi, è la mia grande passione. Sono figlia di un calabrese e di una bolognese, non potevo non avere fantasia tra i fornelli”
E' stata scelta come conduttrice di un reality atipico. Si parlava addirittura di Santo Graal…
F.B.: ”Si trattava di un esperimento importante. ”La regola” è stato un reality di cultura che teneva insieme il viaggio e la ricerca dell’assoluto. I concorrenti sono stati selezionati in base alle loro conoscenze anche se poi tutti sapevamo che non sarebbero riusciti a trovare il Graal. Con me c’era Franco Cardini, tra i massimi conoscitori della leggenda del Santo Graal. E’ stata una bellissima esperienza. Gavetta sì, ma di qualità. C’erano la storia, la cultura, il viaggio. Non mi posso lamentare”
Forse si può lamentare di Areagol, la trasmissione sul calcio che ha condotto con Maurizio Biscardi per il digitale terrestre de La7?
F.B.: ”Esperienza formativa anche quella. ”Areagol” è venuta prima de ”La Regola”, era una trasmissione che andava in diretta, mi ha aiutato molto a crescere. Del resto, sono una che ama le sfide e non potevo non avere un occhio aperto anche sul calcio, il primo interesse degli italiani”
Se le dico David Riondino e Dario Vergassola, cosa mi risponde?
F.B.: ”Sempre meglio che restare a casa”: un docu-reality in giro per l’Europa che mi ha dato la possibilità di lavorare con questi due artisti straordinari. Era un travel-show in cui venivi ripreso dalle telecamere dalla mattina fino a sera. Vergassola è un comico acuto e intelligente e come Davide Riondino è un professionista umile e preparatissimo. Lavorare a loro fianco è stato un grande insegnamento”
E’ stata anche sceneggiatrice di uno spettacolo teatrale (Da qualche parte oltre l’arcobaleno). Come l’ha spinta a misurarsi anche con questa sfida?
F.B.: ”L’amore per la scrittura. Non ho improvvisato, anche se poi siamo in un Paese dove tutti pensano di poter fare tutto. Mi sono preparata a dovere. Ho studiato, ho frequentato corsi, sono stata all’Holden di Baricco. Scrivere queste favole per adulti è stata l’esperienza più affascinante di tutta la mia vita. Dentro ogni battuta, dentro quei versi ci ho buttato cuore, passione, lacrime”
E ha provato a dare un senso diverso alle favole…
F.B.: ”In questo spettacolo magico ho voluto ricordare i nostri sogni, poi, certo, mi sono anche divertita a sfatare alcuni miti"
Quali?
F.B.: ”Peter Pan, Biancaneve, cenerentola, La Bella addormentata nel bosco”
A proposito di miti, c’è una donna che ritiene una figura d’ispirazione, un modello di riferimento?
F.B.: ”Non ho mai appeso un poster in camera mia, sono contraria ai miti. Apprezzo l’uomo comune debole e vulnerabile che porta avanti i propri sogni con lealtà e coraggio. Appartengo a una generazione che non ha avuto molti punti di riferimento”
E tra le sue colleghe-giornaliste chi apprezza?
F.B.: ”Come giornalista mi piace Daria Bignardi, la più completa, la più televisiva. E’ forte, decisa, ha cultura, simpatia e la giusta dose di malizia”
Perché ha scelto di raccontarsi attraverso un blog?
F.B.: ”Il blog l’ho voluto perché cercavo una cosa da curare da sola. Lo ritengo il mezzo più diretto ed efficace per arrivare al pubblico. Ho messo dentro appunti e foto, ricordo gli appuntamenti importanti e le nuove trasmissioni che mi vedono protagonista. Cerco di rispondere a tutti. Sono nati anche dei bei dibattiti”
Parla di tutto ciò che le capita oppure ci sono argomenti tabù?
F.B.: ” La mia maternità, ad esempio, non ne ho voluto parlare”
Non solo romanzi e scrittura teatrale ma anche tutti i nuovi strumenti della comunicazione. Oltre al blog anche il digitale terrestre e la tv satellitare. Che idea si è fatta su queste nuove piattoforme?
F.B.: ”Sono stata scelta come testimonial del digitale terrestre, che considero una bella scommessa. Con la tv satellitare ho collaborato a molti progetti. Certo, è di nicchia ma ho avuto la libertà e il giusto supporto per fare programmi di qualità. La vera risorsa di canali come Alice e Marcopolo è la presenza di molti professionisti che lavorano con passione ed impegno”
In questi tempi di amori e lavori precari, ha già un bambino e un’esperienza professionale di tutto rispetto. Come si fa a conciliare lavoro e famiglia?
F.B.: ”Avere un figlio e lavorare è possibile. Non è vero che non si può. E’ più difficile ma con il tempo si impara. L’importante è non perdere di vista se stessi”
Cosa le piacerebbe fare da grande?
F.B.: ”Continuare a scrivere. A dicembre uscirà un libro per bambini, ma il mio sogno resta scrivere per il cinema”
Una frase, una parola, un rigo appena per raccontare il mondo di Francesca Barra...
F.B.: ”C’è una frase di Montale che mi piace molto: In qualsiasi momento di smarrimento, tu cerca una maglia rotta nella rete che ti stringe, balza fuori e fuggi”
Nel romanzo, Chiara si trova davanti a un bivio e va in crisi. Nella vita se lei si trovasse davanti al classico bivio: famiglia o successo, cosa sceglierebbe?
F.B.: ”Una famiglia di successo”
(Francesco Persili) http://www.recensito.net/pag.php?pag=3938




Ciao Maia, per me resterai comunque il mio primo amore. Ho dovuto lasciarti, ma non avrei mai voluto



maurizio biscardi e francesca barra